La formazione comprende fondamentalmente quattro settori:

  • Un settore medico che prevede corsi di anatomia e di fisiologia, neurologia e neuropatologia, dinamica corporea e introduzione alle terapie.
  • Un settore psicologico che prevede corsi di psicologia generale, psicologia dell’età evolutiva, dinamica di gruppo, psicopatologia, filosofia e psicologia dell’apprendimento.
  • Un settore musicale che prevede corsi di introduzione alla musica e alla metodologia musicale, musica d’insieme, armonia, composizione, improvvisazione e arrangiamento, espressione corporea, vocalità e chitarra.
  • Un settore applicativo che prevede corsi di musicoterapia per persone disabili, musicoterapia in psichiatria, musicoterapia in geriatria, musicoterapia per i disturbi della comunicazione, metodologia e ricerca.

Per poter lavorare in musicoterapia, è necessario sottoporsi sia durante la propria formazione, sia in seguito, da una parte, a un trattamento psicoterapeutico incentrato sulla conoscenza e sulla presa di coscienza di aspetti inconsci profondi, e dall’altro, a un trattamento di musicoterapia didattico. Questo tipo di trattamento didattico si incentra anche sulla scoperta del proprio ISO, vale a dire l’identità o la caratteristica sonora.

Non si può concepire il lavoro del musicoterapeuta che nell’ambito di un’equipe terapeutica. Il musicoterapeuta che lavora da solo o isolato avrà difficoltà dovute alla necessità di usare nozioni di psicoterapia o all’utilizzazione di tecniche di rilassamento e neuromotricità, e all’utilizzazione di elementi di educazione speciale. L’equipe sanitaria ricaverà un grande beneficio dall’inclusione di un musicoterapeuta: lo psichiatra disporrà di nuovi elementi per la psicoterapia, vedrà accrescersi la sensibilità dei pazienti alla cura e vedrà aumentare la loro possibilità di integrazione nell’ ambito della comunità terapeutica. Il fisioterapista e il terapista occupazionale disporranno di una maggiore conoscenza del paziente.