Il setting Outdoor in Musicoterapia

Tra i possibili interventi educativi, il contesto naturale offre una cornice ideale per il benessere, anche nella prospettiva di una sostenibilità ambientale.

La pandemia in corso ha esautorato i contesti educativi e didattici, oltre che quelli clinici, con una risposta drammatica per chi vive in una condizione di svantaggio. Scuole, centri diurni per disabili, istituti convenzionati per le terapie e la riabilitazione hanno dovuto sospendere o talvolta ridurre la qualità dei servizi offerti.  A questo è risposto, nella maggior parte dei casi, un calo dell’efficienza. Il setting outdoor è una possibile risposta a questa emergenza.

Il setting outdoor in musicoterapia ( in italiano: all’aria aperta) prova ad offrire un’alternativa alle esigenze metodologiche e didattiche di alcuni contesti educativi per le disabilità. Integrando modelli di educazione speciale secondo un approccio olistico e in sinergia con i fondamentali elementi della musicoterapia.

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Studio sui professionisti della musicoterapia durante la pandemia di Covid-19

Studio sui professionisti della musicoterapia durante la pandemia di Covid-19  a cura del Gruppo Europeo di Ricerca e Cooperazione in Musicoterapia diretto dal Dott. Manuel Sequera (Spagna), coordinato per l’Italia dal Dott. Matteo Maienza (pedagogista clinico e musicoterapeuta) e da Gianni Vizzano (musicoterapeuta e terapista DIRFloortime® DIR202). Di seguito il link con il questionario da compilare.

Compila solo se sei un professionista della musicoterapia che lavora in Italia. Studio sui professionisti della musicoterapia durante la pandemia di Covid-19: questo studio mira a mettere in luce la situazione professionale dei/delle musicoterapeuti/e, il loro impatto emotivo, socio-economico e lavorativo causato dalla pandemia di Covid-19.
Le risposte saranno accettate fino al 9 maggio 2020. Leggere l’informativa sulla privacy alla fine del modulo. Il completamento del sondaggio presuppone la partecipazione allo studio. Grazie per la collaborazione.  https://forms.gle/6Jwe7n1AFXTgbJw7A

Musicoterapista o Musicoterapeuta?

La musicoterapia in ambito sociosanitario

L’approccio comune, di tipo medico-terapeutico, in cui la musica dovrebbe essere utilizzata per “normalizzare” il comportamento della persona deficitaria e rimediare alle sue mancanze o difetti, non è considerato particolarmente efficace. Ad esempio, con i bambini autistici che generalmente rifiutano la maggior parte dei trattamenti terapeutici verrebbe da pensare, in alcuni casi, che si tratta “cure impossibili.Secondo alcuni si tratta piuttosto di un tipo di approccio ad essere considerato “indesiderato”, proprio come lo sarebbe una cura per l’omosessualità o l’essere neri, o per qualsiasi altra tipologia biosociale.  Questi approcci, spesso di tipo comportamentista, non dovrebbero mirare alla cura o alla riabilitazione del paziente secondo una prospettiva medica, al contrario, non devono mai distaccarsi dalla finalità mutuale del fare musica insieme: la ricerca del piacere personale dovuta alla condivisione relazionale e alla libera espressione di sé.

In questo senso, musicoterapeuta e paziente hanno molto da offrirsi a vicenda, come la mutua partecipazione nel fare musica e il piacere di condividere questa esperienza.

Le persone autistiche, spesso, hanno interessi musicali e attitudini distintive; invece di normalizzarli al di fuori della loro cornice culturale, con un’imposizione quasi colonialista del potere, potremmo cercare di coltivare la loro cultura indigena in un’atmosfera di rispetto reciproco. Ognuno, disabile o no, dovrebbe avere accesso alla musica — e la musicoterapia mira idealmente a provvedere questo accesso — ma per fare questo il musicoterapista deve imporre a se stesso di distaccarsi dal modello medico, che come abbiamo appena visto, sottovaluta gli aspetti del piacere generato dalla condivisione musicale. Se ci si vuole imporre come operatori di prestazioni sanitarie, si rischia la possibilità di produrre scarsi risultati non misurabili. Nel caso dell’autismo questa possibilità è garantita in anticipo; ma se gli obiettivi sono migliorare l’espressione del sé, la propria conoscenza e il benessere del fare musica insieme, la musicoterapia può offrire il più grande valore possibile.

A questo proposito, il dibattito linguistico tutto italiano sui termini “musicoterapista”e “musicoterapeuta” risulta non privo di un fondamento epistemologico: con il termine “terapista” infatti si vuole delineare una figura che, non distaccandosi dall’ ambito sanitario (o socio-sanitario), utilizzi il mezzo sonoro/musicale quale veicolo di cura e di terapia per persone in una condizione di svantaggio clinico o sociale.

©2019

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Tecniche di Musicoterapia Recettiva

Un metodo di musicoterapia recettiva molto diffuso nel mondo è la Terapia vibroacustica basata su suoni a basse frequenze, le prime esperienze di questo tipo vennero messe in atto nel 1980 dal norvegese Olav Skille (1991) che, utilizzando una comune coppia di altoparlanti e un telo per sdraiarsi, ideò un metodo inizialmente descritto come “tecnica per trasferire le vibrazioni a basse frequenze al corpo umano per via aerea”.

Successivamente ribattezzato massaggio sonoro a basse frequenze (prove- nienti da musica, onda sinusoidale e dalla loro combinazione), l’obiettivo di Olav Skille era trovare un modo in cui le vibrazioni potessero rilassare bambi- ni con gravi disabilità anche passando per una riduzione del tono muscolare. Nel dettaglio la terapia vibroacustica utilizzata a livello clinico si serve di un suono a bassa frequenza tra 20Hz-70Hz. (Bergström- Isacsson, et al., 2007; Hooper, 2002; Skille, 1991; Wigram, 1996; Wigram & Dileo, 1997).

(estratto da Musica e Sindrome di Rett, di Matteo Maienza, Musica&Terapia nr.35 Gennaio 2017) Visualizza

Improvvisazione clinica in musicoterapia

La differenza tra improvvisazione musicale e improvvisazione clinica potrebbe essere una questione meramente stilistica?

Un importante contributo alla comprensione del concetto di improvvisazione clinica è stato elaborato dalla Prof.ssa Mercedes Pavlicevic ( 1 Maggio 1955 – 4 Giugno 2018).
Un esperimento, condotto con degli ascoltatori non vedenti, ha permesso di cogliere alcune peculiarità stilistiche e le principali differenze tra l’improvvisazione musicale e l’improvvisazione clinica in musicoterapia.

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MUSICOTERAPIA…in famiglia!

Laboratorio per mamme e papà con i loro bambini dai tre 3-6 anni

L’obiettivo del laboratorio per mamme e papà è di sviluppare la propria musicalità nel contesto familiare sperimentando le caratteristiche timbriche e tonali del proprio corpo e dei vari strumenti musicali in modo da acquisire una maggiore consapevolezza del proprio potenziale comunicativo ed entrare in confidenza con propria identità sonora.  Il principio dell’ISO (Identità sonora) è il concetto secondo cui fin dalla gestazione l’individuo sviluppa la capacità di distinguere e discriminare voci e suoni.  In questo modo è possibile di costruire, già nel grembo materno, una propria identità, comunicativa, linguistica ed emotiva. Il laboratorio è uno spazio esclusivo e riservato all’espressione corporeo-sonoro-musicale come forma di ascolto e dialogo.

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Musica e Sindrome di Rett

Tra le terapie ausiliari per la Sindrome di Rett la musicoterapia riveste un ruolo importante in quanto oltre ad essere un importante supporto educativo è anche una fonte di gioia e benessere. La musica promuove una relazione tra terapeuta e paziente basata sulla comunicazione non-verbale e mira a favorire la la produzione spontanea di suoni, come la vocalizzazione, e di movimenti associati ad un ritmo condiviso. Tuttavia, possiamo distinguere due tipologie di intervento musicoterapico: la metodologia basata sull’ improvvisazione di musica attiva, ovvero la produzione libera e spontanea di suoni; e la musicoterapia cosiddetta recettiva, ovvero l’utilizzo di suoni, musiche e vibrazioni, principalmente a basse frequenze, volte a stimolare una determinata reazione nell’individuo che, comunque, non si trova in uno stato di passività. Leggi tutto “Musica e Sindrome di Rett”

Formazione Continua

La Formazione Continua è un’ importante risorsa a disposizione degli operatori del settore socio-sanitario. Attraverso questo corso ci proponiamo di offrire una formazione nelle principali tecniche di relazione empatica e comunicazione non-verbale, utili non solo nel proprio campo professionale ma anche un’ottima occasione di crescita personale. La Formazione Continua è prevista con cadenza mensile per approfondire la conoscenza della musicoterapia e del suo utilizzo. In particolare è rivolta agli operatori del settore socio-sanitario e della relazione d’aiuto in quanto verranno fornite le conoscenze teorico/pratiche delle principali tecniche di musicoterapia in quanto comunicazione non-verbale.

Tipologia: corso teorico/pratico

Esamineremo le diverse aree di applicazione della disciplina secondo i vari modelli di riferimento nel mondo.  Le lezioni si svolgono in gruppo e non sono necessarie particolari competenze musicali. Nei laboratori pratici utilizzeremo il suono e la musica come forma di comunicazione non verbale in modo da sviluppare l’empatia all’interno di un gruppo ed essere consapevoli dell’ascolto e della musica come mediatore analogico della comunicazione.

“L’empatia è un’abilità sociale di fondamentale importanza e rappresenta uno degli strumenti di base di una comunicazione interpersonale efficace e gratificante. Nelle relazioni interpersonali l’empatia è una delle principali porte d’accesso agli stati d’animo e in generale al mondo dell’altro. Grazie a essa si può non solo afferrare il senso di ciò che asserisce l’interlocutore, ma si coglie anche il significato più recondito psico-emotivo”.

Principali obbiettivi del corso:
  • Fornire le basi teoriche sulla musicoterapia e il suo sviluppo in tutto il mondo.
  • Sviluppare la capacità di relazione empatica
  • Illustrare le principali aree di applicazione della musicoterapia nel settore formativo, educativo, riabilitativo e socio-sanitario.
FORMAZIONE CONTINUA IN MUSICOTERAPIA
Posti limitati
  Per partecipare è necessario compilare il modulo di iscrizione specificando la propria professione e/o area di interesse ed inviarlo all’indirizzo e-mail info@musicoterapiaitalia.com