Musica e Apprendimenti

Il Laboratorio è rivolto alle classi degli Istituti Comprensivi Secondari che intendono ampliare la propria offerta basandosi sulla promozione di buone pratiche d’inclusione, educazione all’ascolto, al dialogo e alla pace.
Il laboratorio mira a sviluppare nei ragazzi e negli insegnanti un maggiore senso di empatia attraverso l’ascolto reciproco anche di tipo non verbale.
Tramite il suono e la musica il musicoterapeuta svolge la funzione di mediatore della comunicazione e potrà essere accompagnato da un insegnante che svolge la funzione di co-terapeuta.

Destinatari
Il progetto è una risorsa destinata agli Alunni Diversamente Abili (Legge 104/1992) con l’obiettivo di favorire i processi di educazione alle differenze.

 

La definizione dell’OMS, relativa al modello diagnostico dell’ICF (International Classification of functioning), non è incentrata sulla disfunzione o sulle aree compromesse, quanto sulla totalità dell’individuo, nella sua complessa sfera bio-psico-sociale, in relazione agli specifici contesti di vita e di lavoro.
In tal senso, con la dizione Bisogno educativo speciale, ci si riferisce a soggetti con diverse abilità e varie difficoltà che pongono alla scuola una domanda di formazione più complessa , che la scuola non può ignorare ed alla quale deve saper dare risposte qualificate.
La scuola realizza appieno la propria funzione pubblica impegnandosi per il successo scolastico di tutti gli studenti con una particolare attenzione al sostegno delle varie forme di diversità, di disabilità o di svantaggio. Questo comporta saper accettare la sfida che la diversità pone: innanzi tutto nella classe, dove le diverse situazioni individuali vanno riconosciute e valorizzate, evitando che la differenza si trasformi in disuguaglianza; inoltre nel Paese, affinché le situazioni di svantaggio sociale, economiche, culturali non impediscano il raggiungimento degli essenziali obiettivi di qualità che è doveroso garantire.

Metodologia

L’approccio utilizzato di  musicoterapia umanistica, applicato ad un contesto scolastico, risente di alcune modificazioni progettuali e metodologiche. Innanzitutto non sempre è possibile disporre di un adeguato numero di strumenti musicali per tutti, così come il musicoterapeuta non sempre può disporre di un pianoforte per svolgere il suo lavoro.

Gli strumenti musicali giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo delle improvvisazioni libere e permettono di valutare, attraverso un’osservazione sistematica, l’intervento di musicoterapia nel tempo. Allo stesso modo, il corpo e la voce consentono di effettuare un ampio repertorio timbrico, ritmico e melodico, gli esercizi di Biomusica® ad esempio non richiedono l’utilizzo di nessuno strumento musicale.

Obiettivi

Gli obiettivi principali di questo lavoro toccano le aree:

  1. Fonetica
  2. Sociale
  3. Linguistica
  4. Relazionale
  5. Interculturale

Il lavoro sulla  Fonetica permette di interagire con gli allievi che sono ad un livello linguistico base nel processo di alfabetizzazione della lingua italiana. Grazie all’uso di brani semplici è possibile fornire gli esempi delle principali regole fonetiche della lingua italiana con una struttura semplice e trasparente.

La musica è un potente mezzo di aggregazione Sociale con cui gli alunni riescono maggiormente a sciogliere le tensioni provocate dall’inibizione e l’imbarazzo dovuti dal rapportarsi ad una lingua L2. In particolare è possibile esprimere in modo adeguato, all’interno di un piccolo gruppo, i propri bisogni. 

La musica permette di lavorare con maggiore fluidità anche nell’elaborazione Linguistica attraverso le cadenze ritmiche in modo simile a quanto avviene con la poesia. Il Ritmo aiuta a memorizzare con più facilità e permette di utilizzare le strategie imitative.

Questo processo permette di rinforzare l’area Relazionale tra gli studenti e gli insegnanti che formano un gruppo di improvvisazione musicale guidati dal terapeuta. Spesso emergono spunti di riflessione utili, possibilità di condivisione delle spiegazioni o diverse interpretazioni dei brani musicali.

In ultima analisi, il mezzo sonoro/musicale permette di esplorare un bagaglio Culturale e stilistico di tradizioni, usi e costumi propri del mondo narrativo, che permettono di  affrontare il tema della diversità in modo costruttivo.

Tecniche di Musicoterapia Recettiva

Un metodo di musicoterapia recettiva molto diffuso nel mondo è la Terapia vibroacustica basata su suoni a basse frequenze, le prime esperienze di questo tipo vennero messe in atto nel 1980 dal norvegese Olav Skille (1991) che, utilizzando una comune coppia di altoparlanti e un telo per sdraiarsi, ideò un metodo inizialmente descritto come “tecnica per trasferire le vibrazioni a basse frequenze al corpo umano per via aerea”.

Successivamente ribattezzato massaggio sonoro a basse frequenze (prove- nienti da musica, onda sinusoidale e dalla loro combinazione), l’obiettivo di Olav Skille era trovare un modo in cui le vibrazioni potessero rilassare bambi- ni con gravi disabilità anche passando per una riduzione del tono muscolare. Nel dettaglio la terapia vibroacustica utilizzata a livello clinico si serve di un suono a bassa frequenza tra 20Hz-70Hz. (Bergström- Isacsson, et al., 2007; Hooper, 2002; Skille, 1991; Wigram, 1996; Wigram & Dileo, 1997).

(estratto da Musica e Sindrome di Rett, di Matteo Maienza, Musica&Terapia nr.35 Gennaio 2017) Visualizza

Improvvisazione clinica in musicoterapia

La differenza tra improvisazione musicale e improvvisazione clinica potrebbe essere una questione meramente stilistica?

Un importante contributo alla comprensione del concetto di improvvisazione clinica è stato elaborato dalla Prof.ssa Mercedes Pavlicevic ( 1 Maggio 1955 – 4 Giugno 2018) che in un esperimento condotto con degli ascoltatori non vedenti ci ha permesso di cogliere alcune peculiarità stilistiche e differenze tra l’improvvisazione musicale e l’improvvisazione clinica.

Leggi tutto “Improvvisazione clinica in musicoterapia”

Musica e Sindrome di Rett

Tra le terapie ausiliari per la Sindrome di Rett la musicoterapia riveste un ruolo importante in quanto oltre ad essere un importante supporto educativo è anche una fonte di gioia e benessere. La musica promuove una relazione tra terapeuta e paziente basata sulla comunicazione non-verbale e mira a favorire la la produzione spontanea di suoni, come la vocalizzazione, e di movimenti associati ad un ritmo condiviso. Tuttavia, possiamo distinguere due tipologie di intervento musicoterapico: la metodologia basata sull’ improvvisazione di musica attiva, ovvero la produzione libera e spontanea di suoni; e la musicoterapia cosiddetta recettiva, ovvero l’utilizzo di suoni, musiche e vibrazioni, principalmente a basse frequenze, volte a stimolare una determinata reazione nell’individuo che, comunque, non si trova in uno stato di passività. Leggi tutto “Musica e Sindrome di Rett”

Formazione Continua – 3° Modulo 18-19 NOVEMBRE 2017

Scarica il programma e la scheda di iscrizione  VITERBO 2017/2018

La Formazione Continua è un’ importante risorsa a disposizione degli operatori del settore socio-sanitario. Attraverso questo corso ci proponiamo di offrire una formazione nelle principali tecniche di relazione empatica e comunicazione non-verbale, utili non solo nel proprio campo professionale ma anche un’ottima occasione di crescita personale. La Formazione Continua è prevista con cadenza mensile per approfondire la conoscenza della musicoterapia e del suo utilizzo. In particolare è rivolta agli operatori del settore socio-sanitario e della salute mentale in quanto verranno fornite le conoscenze teorico/pratiche delle principali tecniche di musicoterapia e comunicazione non-verbale.

Tipologia: corso teorico/pratico

Esamineremo le diverse aree di applicazione della disciplina secondo i vari modelli di riferimento nel mondo.  Le lezioni si svolgono in gruppo e non sono necessarie particolari competenze musicali. Nei laboratori pratici utilizzeremo il suono e la musica come forma di comunicazione non verbale in modo da sviluppare l’empatia all’interno di un gruppo ed essere consapevoli dell’ascolto e della musica come mediatore analogico della comunicazione.

“L’empatia è un’abilità sociale di fondamentale importanza e rappresenta uno degli strumenti di base di una comunicazione interpersonale efficace e gratificante. Nelle relazioni interpersonali l’empatia è una delle principali porte d’accesso agli stati d’animo e in generale al mondo dell’altro. Grazie a essa si può non solo afferrare il senso di ciò che asserisce l’interlocutore, ma si coglie anche il significato più recondito psico-emotivo”.

Principali obbiettivi del corso:
  • Fornire le basi teoriche sulla musicoterapia e il suo sviluppo in tutto il mondo.
  • Sviluppare la capacità di relazione empatica
  • Illustrare le principali aree di applicazione della musicoterapia nei settori Educativo (scuole,asili nido), Riabilitativo (disabilità, centri di cura, ospedali), Socio-Sanitario (centri di salute mentale, comunità terapeutiche), Educativo-Riabilitativo (istituti di detenzione), Personale (gravidanza, crescita personale, benessere).
PROSSIMI APPUNTAMENTI 18-19 NOVEMBRE 2017
Posti limitati
 I corsi si svolgono presso Back Stage Academy, Piazza della Rocca 31, Viterbo.
ISCRIVITI!

Per partecipare è necessario compilare il modulo di iscrizione (clicca qui) specificando la propria professione e/o area di interesse ed inviarlo all’indirizzo e-mail formazione@musicoterapiaitalia.com

􏰃Durata del corso 50 ore, costo totale € 300; corso singolo €60

Che cos’è la musicoterapia

Secondo la Federazione Mondiale di Musicoterapia “la musicoterapia è l’utilizzo professionale della musica e dei suoi elementi nel contesto medico, educativo e quotidiano con individui, gruppi, famiglie o comunità che cercano di ottimizzare la qualità della vita e di migliorare la salute e il benessere fisico, sociale, comunicativo, emozionale, intellettuale e spirituale. La ricerca, la pratica e la formazione clinica in musicoterapia sono basate su standard professionali in accordo con il contesto culturale, sociale e politico. (World Federation of Music Therapy, 2011)

 

Integrazione e Inclusività

Tra gli ospiti internazionali del Convegno Internazionale organizzato da Erickson il celebre pensatore Zygmunt Bauman scomparso di recente ha affrontato il tema delle migrazioni“Esse sono la naturale conseguenza della globalizzazione. La paura dei migranti nella società occidentale è dovuta al fatto che gli esuli ci ricordano l’incertezza e la fragilità dell’essere umano; per trovare il modo di affrontare classi sempre più miste dal punto di vista culturale, linguistico e religioso ci vuole certamente molto tempo, non ci sono scorciatoie, ma questa composizione mista può generare qualcosa di fortemente creativo”.