Musicoterapia e Demenza Senile

 

Matt Taylor, Alzheimer Society www.matttaylor.co.uk

L’ intervento di musicoterapia cerca di raggiungere l’individuo considerando l’eterogeneità del contesto e mirando sempre a sviluppare le potenzialità residue in una cornice piacevole e rilassante. L’utilizzo degli strumenti musicali, ad esempio, permette di affinare il movimento e la coordinazione ed oltre ad essere un importante stimolo sensoriale permette la costruzione di un ritmo condiviso in grado di stimolare la motivazione del gruppo.   Gli strumenti  utilizzati sono tamburi, triangoli, cembali, guiros, reco-reco, agogo, classe, marimba, etc.

Fare musica implica un coinvolgimento nel gruppo in cui ogni singolo individuo viene valorizzato nel suo “esserci nella musica”. La presenza del musicoterapeuta è necessaria a garantire questo scambio sociale e relazionale; egli interviene a volte con le percussioni, a volte con la voce, a volte con l’ausilio di strumenti musicali come il pianoforte o la chitarra.

 

L’utilizzo del pianoforte come strumento in musicoterapia può anche avere una funzione recettiva: il terapeuta può interpretare il contesto e restituire una risposta in termini musicali attraverso l’improvvisazione al pianoforte. In questo modo l’utente non deve necessariamente compiere una performance accurata ma viene condotto dal musicoterapeuta ad una libera interpretazione musicale delle proprie emozioni. Avviene in questo modo uno scambio, un dialogo, una comunicazione tra gli utenti, il gruppo e il terapista che sono coinvolti un una triplice dimensione relazionale: quella tra sé e gli oggetti (gli strumenti musicali) quella tra sé e il gruppo, quella tra il gruppo e il terapista (cfr. Alvin).

LA FUNZIONE DELLA MUSICA

La funzione della musica e delle canzoni in un contesto come quello di una casa di riposo, un centro diurno per anziani o un hospice è fondamentalmente legato all’ evocazione del ricordo, alla possibilità di utilizzare la musica e gli strumenti come un’occasione per mantenere o potenziare le proprie abilità residue, a creare le condizioni per usifruire di un ambiente attivante, sano, positivo, in controtendenza agli stati depressivi dell’anziano.

Il repertorio musicale viene scelto sulla base dell’identità sonora, (per approfondimenti sul principio dell’ ISO, cfr. Benenzon) in modo tale da favorire la reminiscenza dell’utente e guidarne, attraverso un adeguato supporto relazionale, la verbalizzazione e la condivisione con il gruppo. Generalmente il repertorio popolare della canzone italiana riveste un’importanza fondamentale nella vita di una persona e per questo le canzoni sono un contenitore enorme di emozioni e di ricordi.

 

bibliografia:

Gold, C. et al.,  Music Interventions for Dementia and Depression in ELderly care (MIDDEL): protocol and statistical analysis plan for a multinational cluster-randomized trial, Geriatric medicine Protocol, BMJ Open, February 2019

Kendra D. Ray and Eva Götell,  The Use of Music and Music Therapy in Ameliorating Depression Symptoms and Improving Well-Being in Nursing Home Residents With Dementia, 2018

M. Gómez Gallego, J. Gómez García, Music therapy and Alzheimer’s disease: Cognitive, psychological, and behavioral effects, Neurologia, 2015

H. Fukui,  A. Arai,  and K. Toyoshima Efficacy of Music Therapy in Treatment for the Patients with Alzheimer’s Disease, Int J Alzheimers Dis 2012

R.O. Benenzon, Manuale di Musicoterapia, Borla 1983

Alvin J, La musica come terapia, 1968

Musica e Sindrome di Rett

Tra le terapie ausiliari per la Sindrome di Rett la musicoterapia riveste un ruolo importante in quanto oltre ad essere un importante supporto educativo è anche una fonte di gioia e benessere. La musica promuove una relazione tra terapeuta e paziente basata sulla comunicazione non-verbale e mira a favorire la la produzione spontanea di suoni, come la vocalizzazione, e di movimenti associati ad un ritmo condiviso. Tuttavia, possiamo distinguere due tipologie di intervento musicoterapico: la metodologia basata sull’ improvvisazione di musica attiva, ovvero la produzione libera e spontanea di suoni; e la musicoterapia cosiddetta recettiva, ovvero l’utilizzo di suoni, musiche e vibrazioni, principalmente a basse frequenze, volte a stimolare una determinata reazione nell’individuo che, comunque, non si trova in uno stato di passività. Leggi tutto “Musica e Sindrome di Rett”

Che cos’è la musicoterapia

Secondo la Federazione Mondiale di Musicoterapia “la musicoterapia è l’utilizzo professionale della musica e dei suoi elementi nel contesto medico, educativo e quotidiano con individui, gruppi, famiglie o comunità che cercano di ottimizzare la qualità della vita e di migliorare la salute e il benessere fisico, sociale, comunicativo, emozionale, intellettuale e spirituale. La ricerca, la pratica e la formazione clinica in musicoterapia sono basate su standard professionali in accordo con il contesto culturale, sociale e politico. (World Federation of Music Therapy, 2011)

 

Integrazione e Inclusività

Tra gli ospiti internazionali del Convegno Internazionale organizzato da Erickson il celebre pensatore Zygmunt Bauman scomparso di recente ha affrontato il tema delle migrazioni“Esse sono la naturale conseguenza della globalizzazione. La paura dei migranti nella società occidentale è dovuta al fatto che gli esuli ci ricordano l’incertezza e la fragilità dell’essere umano; per trovare il modo di affrontare classi sempre più miste dal punto di vista culturale, linguistico e religioso ci vuole certamente molto tempo, non ci sono scorciatoie, ma questa composizione mista può generare qualcosa di fortemente creativo”.