Le rappresentazioni dei corpi straordinari

L’estetica della disabilità nella musica moderna

Normalità e disabilità sono termini che generalmente vengono contrapposti l’uno all’altro ma sono intrecciati da un destino comune: la disabilità diviene tale nel momento in cui è la società che crea gli impedimenti e le barriere.

Le rappresentazioni dei corpi straordinari combaciano con una visione antitetica del desiderio standardizzato in cui le persone con disabilità sono rappresentate in modo negativo, confinate a ruoli ristretti e stigmatizzanti, o comunque con funzioni di supporto alle figure centrali, innescando il fenomeno dell’enfreakment.

Il contributo di Joseph Straus si colloca nel volume “The Oxford Handbook of Music and Disability Studies” curato da Blake Howe, Stephanie Jensen-Moulton, Neil Lerner e Joseph Straus ed offre un’analisi sociopolitica della disabilità, focalizzandosi sugli aspetti letterari, artistici e culturali che hanno portato, nel Novecento, ad ampliare i concetti tradizionali di armonia, integrità e bellezza fino a sconvolgerne la nozione tradizionale.

Il desiderio degli artisti moderni di rappresentare intensamente gli effetti della guerra, i traumi, le lesioni e l’alienazione psicologica, ha portato ad una rimodulazione dei canoni artistici.

Igor Stravinskij è diretto protagonista di questo cambiamento, dalla frammentazione del tempo musicale, alla ridefinizione delle simmetrie e asimmetrie ritmiche, ciò che accomuna la musica di Stravinskij alla concezione dei Disability Studies è la capacità di apporre una resistenza allo sviluppo armonico delle sue composizioni, con il risultato di opporsi alla naturale progressione lineare.

Il contenuto di ogni frammento musicale di Stravinskij è un’eterogeneità che si oppone al corpo musicale tradizionale, che muove lungo un obiettivo chiaro, in cui la musica fluisce seguendo una progressione lineare […] mostrandoci tutta la bellezza dell’eternità della vita. Frammentazioni, difformità, paralisi, semplificazioni… possono costituire elementi attrattivi e desiderabili all’interno di una cornice estetica radicalmente espansa. L’arte e la musica, in estrema sintesi, possono offrire uno spazio contro‐egemonico, dal potenziale liberatorio, in cui riscrivere i codici culturali della disabilità.

Leggi la recensione completa Le rappresentazioni dei corpi straordinari. L’estetica della disabilità nella musica moderna, Italian Journal of Special Education for Inclusion, v.10 n.1/2022

Musicoterapia e Disability Studies, prospettive di ricerca

La musicoterapia può basarsi sui Disability Studies

Gli approcci di musicoterapia moderni possono basarsi sulla teoria dei Disability Studies per muoversi in una prospettiva inclusiva, umanistica, centrata sulla cultura e orientata sulle risorse piuttosto che sui difetti, con l’opportunità di ridiscutere i ruoli del potere anche nella relazione terapeutica.

La definizione di ‘health musicking’ fornita da Stige e Aarø (2012) sembra essere l’ultima pietra miliare negli sforzi degli studiosi e degli accademici per avvicinarsi al modello sociale della disabilità. L’approccio definito PREPARE  (Participatory, Resource-oriented, Ecological, Performative, Activist, Reflective, and Ethics-driven) riflette l’intenzione di cercare un’alternativa al modello medico e fornire una nuova linea di ricerca che è certamente più sostenibile, soprattutto per le persone con una condizione autistica.

Nella ricerca, così come nella pratica clinica, la domanda che muove la nostra azione dovrebbe essere: “Chi è il soggetto della terapia?” Gradualmente l’attenzione si è spostata da una terapia nel contesto a una terapia con il contesto. In questa visione, forse, possiamo rendere i nostri atti rilevanti per migliorare le circostanze materiali e la qualità della vita anche delle persone con disabilità.

References:

Stige, B. & Aarø L.E. (2012). Invitation to Community Music Therapy. New York, Routledge.

Proceedings of Second International Conference of the Journal Scuola Democratica VOLUME II Learning with New Technologies, Equality and Inclusion, Matteo Maienza, pp. 607-616

Musicoterapia e Disability Studies

Disability Studies e Musicoterapia

I Disability Studies in musicoterapia rivolgono una critica severa all’impostazione clinica tradizionale, in cui la musica viene proposta come una sorta di “rimedio” normalizzazione o cura.

Il ruolo delle scienze mediche è stato centrale nella produzione della disabilità come categoria, prima da isolare, in quanto improduttiva, poi da curare, innescando quella che è stata definita come una vera e propria impresa della normalizzazione.

La musicoterapia nasce proprio in questo contesto, insieme ad altre professioni  sanitarie. I Disability Studies rivendicano un ruolo attivo nella gestione e organizzazione della vita e della cura delle persone  con disabilità.

Secondo questo approccio, la musicoterapia dovrebbe distaccarsi dal modello medico tradizionale in cui si propone la musica come una sorta di normalizzazione, rimedio o cura. Ognuno dovrebbe avere accesso alla musica, a prescindere dalla propria condizione clinica e/o sociale, e la musicoterapia dovrebbe idealmente mirare a provvedere questo accesso.

Il musicoterapeuta, in ultima analisi, dovrebbe imporre a se stesso di adottare un approccio basato sulla cultura e sul piacere generato dal “fare musica insieme” distaccandosi dalla visione clinica tradizionale che tende a produrre scarsi risultati e non misurabili.

Studio sui professionisti della musicoterapia durante la pandemia di Covid-19

Studio sui professionisti della musicoterapia durante la pandemia di Covid-19  a cura del Gruppo Europeo di Ricerca e Cooperazione in Musicoterapia diretto dal Dott. Manuel Sequera (Spagna), coordinato per l’Italia dal Dott. Matteo Maienza (pedagogista clinico e musicoterapeuta) e da Gianni Vizzano (musicoterapeuta e terapista DIRFloortime® DIR202). Di seguito il link con il questionario da compilare.

Compila solo se sei un professionista della musicoterapia che lavora in Italia. Studio sui professionisti della musicoterapia durante la pandemia di Covid-19: questo studio mira a mettere in luce la situazione professionale dei/delle musicoterapeuti/e, il loro impatto emotivo, socio-economico e lavorativo causato dalla pandemia di Covid-19.
Le risposte saranno accettate fino al 9 maggio 2020. Leggere l’informativa sulla privacy alla fine del modulo. Il completamento del sondaggio presuppone la partecipazione allo studio. Grazie per la collaborazione.  https://forms.gle/6Jwe7n1AFXTgbJw7A

Tecniche di Musicoterapia Recettiva

Un metodo di musicoterapia recettiva molto diffuso nel mondo è la Terapia vibroacustica basata su suoni a basse frequenze, le prime esperienze di questo tipo vennero messe in atto nel 1980 dal norvegese Olav Skille (1991) che, utilizzando una comune coppia di altoparlanti e un telo per sdraiarsi, ideò un metodo inizialmente descritto come “tecnica per trasferire le vibrazioni a basse frequenze al corpo umano per via aerea”.

Successivamente ribattezzato massaggio sonoro a basse frequenze (prove- nienti da musica, onda sinusoidale e dalla loro combinazione), l’obiettivo di Olav Skille era trovare un modo in cui le vibrazioni potessero rilassare bambi- ni con gravi disabilità anche passando per una riduzione del tono muscolare. Nel dettaglio la terapia vibroacustica utilizzata a livello clinico si serve di un suono a bassa frequenza tra 20Hz-70Hz. (Bergström- Isacsson, et al., 2007; Hooper, 2002; Skille, 1991; Wigram, 1996; Wigram & Dileo, 1997).

(estratto da Musica e Sindrome di Rett, di Matteo Maienza, Musica&Terapia nr.35 Gennaio 2017) Visualizza

Musicoterapia e Demenza Senile

L’ intervento di musicoterapia cerca di raggiungere l’individuo considerando l’eterogeneità del contesto e mirando sempre a sviluppare le potenzialità residue in una cornice piacevole e rilassante. L’utilizzo degli strumenti musicali, ad esempio, permette di lavorare sul movimento, sulla coordinazione e sulla bilateralità, oltre ad essere un importante stimolo sensoriale permette la costruzione di un ritmo condiviso, un fattore di motivazione personale e di gruppo.  Gli strumenti utilizzati sono percussioni come tamburi, triangoli, cembali, guiros, reco-reco, agogo, classe, marimba, etc.
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Improvvisazione clinica in musicoterapia

Formazione continua in musicoterapia

La differenza tra improvvisazione musicale e improvvisazione clinica potrebbe essere una questione meramente stilistica?

Un importante contributo alla comprensione del concetto di improvvisazione clinica è stato elaborato dalla Prof.ssa Mercedes Pavlicevic ( 1 Maggio 1955 – 4 Giugno 2018).
Un esperimento, condotto con degli ascoltatori non vedenti, ha permesso di cogliere alcune peculiarità stilistiche e le principali differenze tra l’improvvisazione musicale e l’improvvisazione clinica in musicoterapia.

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Musica e Sindrome di Rett

Tra le terapie ausiliari per la Sindrome di Rett la musicoterapia riveste un ruolo importante in quanto oltre ad essere un importante supporto educativo è anche una fonte di gioia e benessere. La musica promuove una relazione tra terapeuta e paziente basata sulla comunicazione non-verbale e mira a favorire la la produzione spontanea di suoni, come la vocalizzazione, e di movimenti associati ad un ritmo condiviso. Tuttavia, possiamo distinguere due tipologie di intervento musicoterapico: la metodologia basata sull’ improvvisazione di musica attiva, ovvero la produzione libera e spontanea di suoni; e la musicoterapia cosiddetta recettiva, ovvero l’utilizzo di suoni, musiche e vibrazioni, principalmente a basse frequenze, volte a stimolare una determinata reazione nell’individuo che, comunque, non si trova in uno stato di passività. Leggi tutto “Musica e Sindrome di Rett”

Intervento di supporto alla riabilitazione equestre per bambini con Disturbi dello Spettro Autistico

Tenendo conto della complessità che ruota attorno ai disturbi dello sviluppo abbiamo elaborato un intervento di supporto alla riabilitazione equestre per bambini con Disturbi dello Spettro Autistico. Si tratta di un programma infra-disciplinare per favorire un tipo di relazione non invasiva di carattere pedagogico e riabilitativo.

L’obiettivo principale del nostro lavoro è stato quello di favorire il benessere psicofisico e di permettere un’integrazione sensoriale  grazie alla particolare interazione tra il movimento, il tatto e la musica che si può sperimentare durante una seduta di musicoterapia a cavallo. Questa tecnica è stata elaborata in sinergia con due importanti centri educativo-riabilitativi: Il Giardino di Filippo di Viterbo e il Centro di Integrazione Zahrada di Praga e ci ha permesso di raggiungere alcuni obiettivi significativi sia sul piano cognitivo che su quello fisico, in particolare per quanto l’incremento dell’attenzione, del contatto oculare e in generale del tempo di permanenza a cavallo,  oltre a un significativo incremento della qualità della postura adottata.  Leggi tutto “Intervento di supporto alla riabilitazione equestre per bambini con Disturbi dello Spettro Autistico”