Disability Studies e Musicoterapia

http://www.artforautism.co.uk

I Disability Studies sono una disciplina accademica e di ricerca che si propone di sollecitare il dibattito sul ruolo delle persone disabili nella vita quotidiana e di come questo sia influenzato da una cultura dominante fondata sul bisogno di reprimere o nascondere la malattia.

Il ruolo delle scienze mediche è stato centrale nella produzione della categoria della disabilità come fenomeno, prima da isolare in quanto categoria improduttiva, poi da curare in seguito al processo di deistituzionalizzazione dei malati. La musicoterapia nasce proprio in questo contesto insieme ad altre professioni para-mediche e sanitarie.

Come ha spiegato il filosofo francese Georges Canguilhem, l’introduzione nella medicina occidentale del concetto di errore  – di deviazione dalla norma –  è un fenomeno riconducubile all’epoca positivista:  il pathos condiziona il  logos dando luogo così alla concezione moderna di patologia.

I Disability Studies attribuiscono all’idea di norma l’interiorizzazione da parte della società di un linguaggio e di una cultura di oppressione nei confronti delle persone disabili. Attribuire un valore quantitativo all’esperienza dell’individualità umana è lo stesso meccanismo che ha permesso l’affermazione e la crescita della maggior parte dei regimi totalitari e la società democratica non è esente da questo stesso meccanismo.

Che cosa dovrebbe fare, dunque, la musicoterapia?

Il musicoterapeuta deve distaccarsi dall’impostazione clinica tradizionale che tende a produrre scarsi risultati non misurabili. Ognuno, disabile o no, dovrebbe avere accesso alla musica e la musicoterapia vuole mirare idealmente a provvedere questo accesso. Per questo il musicoterapeuta dovrebbe imporre a se stesso di distaccarsi dal modello medico in cui si propone la musica come una sorta di normalizzazione, rimedio o cura.

Come abbiamo visto, in molte condizioni tra cui le ASCs (Autism Spectrum Conditions) questo non è realmente auspicabile, la musicoterapia dovrebbe mirare alla valorizzazione degli interessi musicali, comunicativi e relazionali dei propri utenti secondo un approccio sociale e culturale.
Se ci si vuole imporre come operatori di prestazioni sanitarie, si rischia la possibilità di produrre scarsi risultati non misurabili; se gli obiettivi, invece, sono migliorare l’espressione del sé, la propria conoscenza, la cultura, il benessere e la ricerca del piacere di fare musica insieme, la musicoterapia può offrire il più grande valore possibile.

L’approccio Olistico della Musicoterapia

L’approccio olistico vive spesso al confine tra le discipline new-age, dalla scientificità discutibile, e le interpretazioni psicosomatiche e sociali della terapia. Queste ultime sono caratterizzate da una naturale tendenza al contesto interdisciplinare.
L’approccio olistico della musicoterapia è stato applicato dal dott. Tomaš Procházka, docente e formatore in musicoterapia presso l’Università Carolina di Praga, in diverse strutture educative e riabilitative della Repubblica Ceca, tra cui la Scuola Elementare Zahrádka.
Si tratta di una scuola e un Centro di Integrazione per bambini e ragazzi con disabilità dai 6 ai 18 anni.

L’atelier di musicoterapia è un ambiente morbido per consentire una libertà di movimento e prevenire al minimo il rischio per utenti e operatori;  allo stesso tempo è uno spazio in cui le distrazioni sono ridotte al minimo. Il setting è preparato e composto da luci, texture, oli essenziali, oltre a un pavimento rialzato da terra, in legno che consente la propagazione delle vibrazioni. Gli usi variano per consentire di rispondere alle esigenze fisiche e/o psichiche degli utenti e agevolarne i processi emotivi, formativi e di crescita personale.

Leggi tutto “L’approccio Olistico della Musicoterapia”

Il setting Outdoor in Musicoterapia

Tra i possibili interventi educativi, il contesto naturale offre una cornice ideale per il benessere, anche nella prospettiva di una sostenibilità ambientale.

La pandemia in corso ha esautorato i contesti educativi e didattici, oltre che quelli clinici, con una risposta drammatica per chi vive in una condizione di svantaggio. Scuole, centri diurni per disabili, istituti convenzionati per le terapie e la riabilitazione hanno dovuto sospendere o talvolta ridurre la qualità dei servizi offerti.  A questo è risposto, nella maggior parte dei casi, un calo dell’efficienza. Il setting outdoor è una possibile risposta a questa emergenza.

Il setting outdoor in musicoterapia ( in italiano: all’aria aperta) prova ad offrire un’alternativa alle esigenze metodologiche e didattiche di alcuni contesti educativi per le disabilità. Integrando modelli di educazione speciale secondo un approccio olistico e in sinergia con i fondamentali elementi della musicoterapia.

Leggi tutto “Il setting Outdoor in Musicoterapia”

Studio sui professionisti della musicoterapia durante la pandemia di Covid-19

Studio sui professionisti della musicoterapia durante la pandemia di Covid-19  a cura del Gruppo Europeo di Ricerca e Cooperazione in Musicoterapia diretto dal Dott. Manuel Sequera (Spagna), coordinato per l’Italia dal Dott. Matteo Maienza (pedagogista clinico e musicoterapeuta) e da Gianni Vizzano (musicoterapeuta e terapista DIRFloortime® DIR202). Di seguito il link con il questionario da compilare.

Compila solo se sei un professionista della musicoterapia che lavora in Italia. Studio sui professionisti della musicoterapia durante la pandemia di Covid-19: questo studio mira a mettere in luce la situazione professionale dei/delle musicoterapeuti/e, il loro impatto emotivo, socio-economico e lavorativo causato dalla pandemia di Covid-19.
Le risposte saranno accettate fino al 9 maggio 2020. Leggere l’informativa sulla privacy alla fine del modulo. Il completamento del sondaggio presuppone la partecipazione allo studio. Grazie per la collaborazione.  https://forms.gle/6Jwe7n1AFXTgbJw7A

Musica e Sindrome di Rett

Tra le terapie ausiliari per la Sindrome di Rett la musicoterapia riveste un ruolo importante in quanto oltre ad essere un importante supporto educativo è anche una fonte di gioia e benessere. La musica promuove una relazione tra terapeuta e paziente basata sulla comunicazione non-verbale e mira a favorire la la produzione spontanea di suoni, come la vocalizzazione, e di movimenti associati ad un ritmo condiviso. Tuttavia, possiamo distinguere due tipologie di intervento musicoterapico: la metodologia basata sull’ improvvisazione di musica attiva, ovvero la produzione libera e spontanea di suoni; e la musicoterapia cosiddetta recettiva, ovvero l’utilizzo di suoni, musiche e vibrazioni, principalmente a basse frequenze, volte a stimolare una determinata reazione nell’individuo che, comunque, non si trova in uno stato di passività. Leggi tutto “Musica e Sindrome di Rett”

Intervento di supporto alla riabilitazione equestre per bambini con Disturbi dello Spettro Autistico

Tenendo conto della complessità che ruota attorno ai disturbi dello sviluppo abbiamo elaborato un programma infra-disciplinare per favorire un tipo di relazione non invasiva di carattere pedagogico e riabilitativo per i Disturbi dello Spettro Autistico.  L’obiettivo principale del nostro lavoro è stato quello di favorire il benessere psicofisico e di permettere un’integrazione sensoriale  grazie alla particolare interazione tra il movimento, il tatto e la musica che si può sperimentare durante una seduta di musicoterapia a cavallo. Questa tecnica è stata elaborata in sinergia con due importanti centri educativo-riabilitativi: Il Giardino di Filippo di Viterbo e il Centro di Integrazione Zahrada di Praga e ci ha permesso di raggiungere alcuni obiettivi significativi sia sul piano cognitivo che su quello fisico, in particolare per quanto l’incremento dell’attenzione, del contatto oculare e in generale del tempo di permanenza a cavallo,  oltre a un significativo incremento della qualità della postura adottata.  Leggi tutto “Intervento di supporto alla riabilitazione equestre per bambini con Disturbi dello Spettro Autistico”