In collaborazione con il progetto WELCOME (We Encourage Living Collective Open Museums Experiences) che vuole identificare i musei nell’ottica di luoghi inclusivi nei quali crescita culturale, partecipazione e benessere siano a disposizione anche alle categorie sociali più svantaggiate, si svolgerà presso l’ Orto Botanico “Giardino dei Semplici a Firenze il laboratorio: “Educazione all’Ascolto, Educazione al Dialogo ed Educazione alla Pace” a cura di Matteo Maienza, musicoterapeuta. 
Attraverso i linguaggi non verbali, dell’arte e dell’improvvisazione saremo in grado di sviluppare una comunicazione empatica e comprendere meglio anche i linguaggi delle disabilità.

Perchè l’Orto Botanico

“Fin dalle epoche piu remote le varie culture umane sono state legate al culto degli alberi e frequenti sono i riferimenti biblici e mitologici: l’albero di Jesse, che rappresenta la discendenza del Re David fino a Cristo; l’albero ricco di pomi d’oro del giardino delle Esperidi; gli alberi, particolarmente le querce, dove dimoravano le amadriadi, ninfe protettrici della foresta (Ventura, 1988); spesso il raccogliersi sotto la chioma di un albero considerato sacro era ritenuto un modo per ricevere influssi benefici e per il mantenimento della salute”.
 (Estratto da Gli alberi dell’Orto Botanico di Marina Clauser, Luciano di Fazio e Paola Romagnoli, Museo di Storia Naturale, Università degli Studi di Firenze)

Info e prenotazione
055 2756444
(lun-ven 9|17 sabato 9|13)
www.msn.unifi .it

MUSICOTERAPIA…in famiglia!

Tutti i sabati dal 5 al 26 maggio.
Dalle 11:00 alle 12:00

Laboratorio musicale per mamme e papà con i loro bambini di età tra 0 e 3 anni, condotto da Matteo Maienza.

L’obiettivo del laboratorio è suonare insieme, sperimentando le varie caratteristiche timbriche e di tonalità dei vari strumenti musicali. Uno spazio dedicato all’improvvisazione facilitata come forma di espressione del sé.

PROGRAMMA
Il percorso si articola in 4 incontri della durata di un’ora circa dalle 11.00 alle 12.00:
Sabato 5 maggio
Sabato 12 maggio
Sabato 19 maggio
Sabato 26 maggio

COSTO
Il costo del laboratorio è di 75,00€ a nucleo familiare. Il corso verrà attivato al raggiungimento di un numero minimo di 5 iscritti.

DOVE
Ass. Co-Cò Spazio CO-STANZA Via del Ponte alle Mosse, 32/38 Rosso – Firenze

ISCRIZIONI
Potete chiamarci allo 055 2741095 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18 o scriverci a info@spaziocostanza.it, indicando gentilmente anche un vostro recapito telefonico, e attendere l’email di conferma.

Musicoterapia e Mindfulness

Con il termine Mindfulness si intende il processo psicologico che consiste nel portare l’attenzione sulle esperienze che si vivono nel presente. Questo processo può essere sviluppato attraverso la pratica della meditazione oppure attraverso altri tipi di allenamento; per questo,  in collaborazione con il Centro Olos abbiamo ideato alcune sedute di Mindfulness accompagnate dal suono delle Campane Tibetane.

Il Massaggio Sonoro consiste in una pratica di benessere personale conosciuta in tutto il mondo per raggiungere importanti risultati, sia sul piano fisiologico che psicologico. Servendoci del suono delle campane tibetane possiamo ad esempio:

  • Raggiungere uno stato di rilassamento profondo e meditazione
  • Ridurre lo stress, l’ ansia e l’agitazione su vari livelli
  • Bilanciare le proprie emozioni

MAGGIORI INFORMAZIONI
Centro Olos
Centro di Psichiatria, Psicoterapia, Nutrizione Mindfulness a Firenze

Per appuntamenti: Lungarno Colombo 44  Tel. 349 14 57 782

Musica e Sindrome di Rett

Tra le terapie ausiliari per la Sindrome di Rett la musicoterapia riveste un ruolo importante in quanto oltre ad essere un importante supporto educativo è anche una fonte di gioia e benessere. La musica promuove una relazione tra terapeuta e paziente basata sulla comunicazione non-verbale e mira a favorire la la produzione spontanea di suoni, come la vocalizzazione, e di movimenti associati ad un ritmo condiviso. Tuttavia, possiamo distinguere due tipologie di intervento musicoterapico: la metodologia basata sull’ improvvisazione di musica attiva, ovvero la produzione libera e spontanea di suoni; e la musicoterapia cosiddetta recettiva, ovvero l’utilizzo di suoni, musiche e vibrazioni, principalmente a basse frequenze, volte a stimolare una determinata reazione nell’individuo che, comunque, non si trova in uno stato di passività. Mentre la prima tecnica mira a favorire la produzione spontanea di suoni ed è incentrata sulla relazione con il terapeuta o con il gruppo, la seconda tecnica si serve di strumenti vibroacustici per favorire la distensione dell’apparato neurofisiologico.

In questa ricca esperienza presso il Centro di Integrazione Zahrada  ho potuto osservare diversi approcci e diverse metodologie applicate in musicoterapia. Per educare e riabilitare pazienti affetti da gravi e gravissime disabilità il centro si avvale innanzitutto di professionisti esperti in varie discipline, ognuna tesa a migliorare la qualità della vita degli utenti del centro. Che vengano utilizzate strumentazioni elettroniche o che si utilizzino strumenti musicali come il tamburo, la chiarra o il pianoforte, ogni intevento è finalizzato alla relazione tra terapista ed utente che costituiscono un legame positivo e duraturo per tutta la vita.

Nella descrizione delle tecniche di musicoterapia attiva e recettiva abbiamo constatato come la musica sia di fondamentale aiuto per garantire una condizione di benessere ed influenzare positivamente il ritmo della respirazione, abbiamo visto come il corretto utilizzo di vibrazioni a basse frequenze favorisce in maniera determinante il processo digestivo e la gestione degli stati di ansia e agitazione assistendo ad una notevole riduzione degli spasmi muscolari.

Matteo Maienza, 2015 Edizioni Cosmopolis Musica e Terapia n.35 Gennaio 2017

Musica e Disturbi dello Spettro Autistico

Per farci un’idea chiara su che cosa sia la Musicoterapia e le sue applicazioni in ambito medico dobbiamo risalire agli studi di fama internazionale che da oltre trent’anni affrontano questa tematica, mi riferisco in particolare a Rolando Omar Benenzon psichiatra argentino tra i maggiori esponenti di questa disciplina, Tony Wigram professore ordinario dell’Università di Aalborg in Danimarca, Gerardo Manarolo psichiatra dell’ Asl di Genova o Giulia Cremaschi Trovesi fondatrice del modello di musicoterapia umanistica.
In merito alla disciplina della musicoterapia c’è ancora molto da scoprire e per evitare di fare confusione tra i vari metodi (attivo, ricettivo, vibrazionale, olistico, integrativo, analitico) descriverò brevemente il metodo che il musicoterapeuta utilizza per lavorare con l’Autismo, o più correttamente con i Disturbi dello Spettro Autistico (ASD).
Partiamo dal principio. La musicoterapia nasce dagli studi sul linguaggio, si interroga sui diversi modi di comunicare che esistono in natura, dell’uomo e degli animali al fine di interpretare la musica come una forma di comunicazione: un linguaggio non-verbale.
In Inghilterra la violoncellista Juliette Alvin ha individuato nella musica una valida alternativa pedagogica e terapeutica lavorando con bambini autistici: si accorse di come rispondevano al linguaggio musicale e ha imparato a dialogare con essi, sviluppando il primo metodo di musicoterapia per bambini autistici[1]. L’improvvisazione, in musica, è un processo molto simile allo scambio interattivo che avviene naturalmente tra madre e neonato, necessita di continui adattamenti reciproci chiamati “sintonizzazioni” e che permettono di realizzare una comunicazione profondamente empatica.

Con l’acronimo A.S.D. facciamo riferimento ad Autism Spectrum Disorders, disturbi recentemente classificati nel DSM V come disturbi del neurosviluppo con esordio nei primi anni di vita. I disturbi compromettono tra l’altro la capacità di reciprocità sociale, ovvero una totale mancanza di consapevolezza degli altri e le cui cause sono probablimente individuate in un deficit della Teoria della Mente, un modulo cognitivo che permette al bambino di leggere progressivamente le emozioni, i desideri, le credenze altrui. Pur mantenendo vivo l’interesse sociale e riconoscendo la necessità di avere degli amici, le difficoltà pragmatiche di un bambino con ASD sono tali da provocare isolamento e solitudine, la qualità della comunicazione è compromessa da una scarsa produzione verbale e dalla totale mancanza di intenzionalità comunicativa; infine, gesti inusuali, i movimenti ripetitivi, l’ipersensibilità ai rumori portano ad un’estrema rigidità del complesso socio-familiare per cui diventa indispensabile un supporto da parte della società tutta.
Recentemente è stata approvata un legge che intende formare adeguatamente tutte le figure coinvolte nell’educazione e nella terapia, collaborando con le Università per rafforzare i contenuti indirizzati alla conoscenza e competenza degli ASD valorizzando metodi di pedagogia sperimentale [2]. Inoltre si sono promosse iniziative di ricerca scientifica mirate allo sviluppo di terapie o modelli di intervento innovativi sanitari e di pedagogia speciale, anche attraverso il sostegno di programmi di ricerca finalizzata e integrata con i programmi internazionali.

Che cos’è la Musicoterapia? Una relazione possibile

La musicoterapia viene utilizzata in tutto il mondo per la cura e il trattamento degli ASD: oltre ad esssere un valido strumento di osservazione clinica permette di intervenire direttamente sulla capacità di comunicazione. Uno dei primi testi che affrontano questo argomento è dalla violoncellista britannica Juliette Alvin che parla della musica utilizzata principalmente in forma d’improvvisazione libera al fine di sviluppare differenti tipologie di relazione tra gli strumenti, i bambini autistici e il terapeuta[3]. La figura del Musicoterapeuta opera in un ambito effettivamente molto delicato: agendo sulla comunicazione e interponendosi il paziente e il mondo come un ponte di scambio comunicativo, affettivo e relazionale. Quando sentiamo parlare di Musicoterapia ci troviamo spesso di fronte a discipline apparentemente simili, ma a volte profondamente diverse in quanto alcune riguardano gli studi sugli effetti psicologici del suono sull’organismo umano e altre, come la musicoterapia nel trattamento degli ASD, che utilizzano il suono, la musica e gli strumenti musicali come un mezzo di comunicazione per instaurare una relazione terapeutica di tipo non verbale. Laddove non sembra possibile comunicare, la musica ci permette di dialogare, anche con persone gravemente compromesse. Stiamo parlando di una terapia della comunicazione e per la comunicazione, dove è opportuno sapere l’ascolto è la prima regola.
Esistono varie possibilità di intervento a seconda dell’individualità specifica di ognuno ma, generalmente, si consiglia un percorso propedeutico individuale finalizzato a mettere in atto un processo relazionale tra il bambino e la musica. Successivamente è auspicabile proseguire con un percorso di gruppo, magari finalizzato all’integrazione scolastica. La musicoterapia si è dimostrata negli anni un importante strumento nel complesso processo terapeutico delle le persone con ASD. Il valore caratterizzante di questa disciplina è proprio la sua componente aggregativa di gruppo: la musica ha il potere di integrare, includere e fare interagire i bambini tra loro perché opera su un livello di comunicazione differente e non convenzionale. Attraverso la libera improvvisazione, o improvvisazione clinica, i bambini imparano a stare insieme, a rispettare i tempi propri e degli altri, imparano a conoscersi meglio attraverso l’ascolto reciproco e, anche in presenza di ASD, comunicano tra di loro.
Nella musica, e nell’improvvisazione in particolare, l’identità del gruppo è la nuova componente che rende possibile la consapevolezza empatica del qui ed ora; le conseguenze positve di questo approccio sono riscontrabili sia per l’individuo stesso, che può migliorare la sua storia evolutiva prevenire forme di autolesionismo, aggressività, disturbi sociali, sia per la società tutta in quanto contribuisce diffondere l’idea della diversità come valore aggiunto per la società.

Bibliografia:

[1] Alvin J. Music Therapy for the autistic child, OUP Oxford 1991
[2] LEGGE 18 agosto 2015, n. 134 Disposizioni in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglie.
[3] Geretsegger et al. Randomised controlled trial of improvisational music therapy’s effectiveness for children with autism spectrum disorders (TIME-A): study protocol BMC Pediatrics 2012, 12:2
[4]M.Grazia Martinetti, M.Cristina Stefanini, Approccio Evolutivo alla Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza. SEID 2012

Formazione Continua – 3° Modulo 18-19 NOVEMBRE 2017

Scarica il programma e la scheda di iscrizione  VITERBO 2017/2018

La Formazione Continua è un’ importante risorsa a disposizione degli operatori del settore socio-sanitario. Attraverso questo corso ci proponiamo di offrire una formazione nelle principali tecniche di relazione empatica e comunicazione non-verbale, utili non solo nel proprio campo professionale ma anche un’ottima occasione di crescita personale. La Formazione Continua è prevista con cadenza mensile per approfondire la conoscenza della musicoterapia e del suo utilizzo. In particolare è rivolta agli operatori del settore socio-sanitario e della salute mentale in quanto verranno fornite le conoscenze teorico/pratiche delle principali tecniche di musicoterapia e comunicazione non-verbale.

Tipologia: corso teorico/pratico

Esamineremo le diverse aree di applicazione della disciplina secondo i vari modelli di riferimento nel mondo.  Le lezioni si svolgono in gruppo e non sono necessarie particolari competenze musicali. Nei laboratori pratici utilizzeremo il suono e la musica come forma di comunicazione non verbale in modo da sviluppare l’empatia all’interno di un gruppo ed essere consapevoli dell’ascolto e della musica come mediatore analogico della comunicazione.

“L’empatia è un’abilità sociale di fondamentale importanza e rappresenta uno degli strumenti di base di una comunicazione interpersonale efficace e gratificante. Nelle relazioni interpersonali l’empatia è una delle principali porte d’accesso agli stati d’animo e in generale al mondo dell’altro. Grazie a essa si può non solo afferrare il senso di ciò che asserisce l’interlocutore, ma si coglie anche il significato più recondito psico-emotivo”.

Principali obbiettivi del corso:
  • Fornire le basi teoriche sulla musicoterapia e il suo sviluppo in tutto il mondo.
  • Sviluppare la capacità di relazione empatica
  • Illustrare le principali aree di applicazione della musicoterapia nei settori Educativo (scuole,asili nido), Riabilitativo (disabilità, centri di cura, ospedali), Socio-Sanitario (centri di salute mentale, comunità terapeutiche), Educativo-Riabilitativo (istituti di detenzione), Personale (gravidanza, crescita personale, benessere).
PROSSIMI APPUNTAMENTI 18-19 NOVEMBRE 2017
Posti limitati
 I corsi si svolgono presso Back Stage Academy, Piazza della Rocca 31, Viterbo.
ISCRIVITI!

Per partecipare è necessario compilare il modulo di iscrizione (clicca qui) specificando la propria professione e/o area di interesse ed inviarlo all’indirizzo e-mail formazione@musicoterapiaitalia.com

􏰃Durata del corso 50 ore, costo totale € 300; corso singolo €60

Musicoterapia a Cavallo

Originariamente pubblicato sulla rivista Nuove Arti Terapie N.27  ISSN 2240–506

Tenendo conto della complessità che ruota attorno ai disturbi dello sviluppo abbiamo elaborato un programma infra-disciplinare per favorire un tipo di relazione non invasiva di carattere pedagogico e riabilitativo per l’Autismo e i Disturbi dello Spettro Autistico.  L’obiettivo principale del nostro lavoro è stato quello di stimolare il benessere psichico e sensoriale del bambino grazie alla particolare interazione tra il movimento, il suono e il tatto che si può sperimentare durante una seduta di musicoterapia a cavallo (Hypo-Muzik). Questa tecnica è stata elaborata in sinergia con due importanti centri educativo-riabilitativi: Il Giardino di Filippo di Viterbo e il Centro di Integrazione Zahrada di Praga e ci ha permesso di raggiungere importanti obiettivi sia sul piano cognitivo che su quello fisiologico, in particolare per quanto riguarda la qualità della postura, l’incremento dell’attenzione e del tempo di permanenza nella seduta di riabilitazione equestre.

I bambini coinvolti, in età scolare, presentano disturbi di tipo cognitivo/comportamentale, deficit sensoriali e talvolta anche motori; per questi bambini è stata consigliata una terapia interdisciplinare, che prevede sedute settimanali a cavallo ed un lavoro sulla comunicazione da parte di un musicoterapeuta. Tenendo conto di una dimensione della cura che prevede la presenza di professionisti preparati e responsabili che si sentano parte di un processo dove ciascuno apporta un contributo essenziale per la risoluzione dei bisogni del bambino, protagonista della cura, ci siamo attivati per trovare altre risorse utili al processo di cura e per questo abbiamo sperimentato una sinergia tra cavallo, musica e natura.

Il suono, a nostro avviso, è un grande veicolo di trasmissione dell’informazione e per questo, abbiamo utilizzato la strategia comunicativa del dialogo sonoro (Scardovelli) che ci ha permesso di sfruttare opportunamente il linguaggio musicale per aprire nuovi canali di comunicazione con il bambino con autismo.

“Considerando la musica come una forma di arricchimento personale e spirituale, oltre che di potenziamento delle capacità cognitive, un bambino, per essere un musicista completo, deve possedere un insieme di risorse che sono da una parte l’orecchio, la voce e la coscienza del suono, e dall’altra il corpo intero (ossatura, muscoli e nervi) e la coscienza del ritmo corporeo” (Dalcroze).

I risultati che sono stati raggiunti con questo tipo di attività riguardano un notevole incremento dell’attenzione e della partecipazione all’attività. In entrambi i casi si è riscontrato un miglioramento circa la qualità della seduta che da una parte ha permesso ai bambini di partecipare in modo piacevole e dall’altra ha consentito agli operatori di effettuare quelle manovre di tipo fisioterapico o psicoterapico con maggiore facilità. L’attività è stata documentata attraverso video e foto ed è stato possibile notare un notevole miglioramento nell’attenzione e nella consapevolezza dell’essere nel qui ed ora. Anche i cavalli sono sembrati molto tranquilli ed in generale l’attività si svolge in modo piacevole e rilassante.

· Aumento del controllo della postura adottata sul cavallo

· Maggiore consapevolezza del proprio corpo

· Durata di permanenza a cavallo

· Attenzione e contatto oculare

· Risposta alle richieste verbali

· Esecuzione di comandi rivolti al cavallo (partenza e afferrare le briglie).

I bambini hanno partecipato con entusiasmo, suonando e tenendo il tempo sul dorso del cavallo. Hanno dimostrato interesse ed intrapreso iniziative personali per effettuare movimenti complessi sul cavallo, come girarsi e sdraiarsi (volteggio). Inoltre è stato possibile lavorare sul controllo della postura adottata sul cavallo, notando che, con la musica, il bambino assume una posizione più corretta più naturale. Nei bambini osservati è stata notata una maggiore consapevolezza corporea, questo è dovuto probabilmente alla possibilità di essere maggiormente coinvolti nel movimento del cavallo attraverso il suono, il ritmo e la musica.

Infine è stato osservato un notevole utilizzo del contatto oculare per molti bambini in particolare ed un aumento di risposte positive anche alle richieste di tipo verbale elaborate dal terapeuta. La terapia è stata vissuta in modo piacevole acquistando un significato soggettivo grazie all’interpretazione musicale e l’attività, in generale, ha consentito di aumentare il tempo complessivo di permanenza a cavallo del 50% circa.

Che cos’è la musicoterapia

Secondo la Federazione Mondiale di Musicoterapia “la musicoterapia è l’utilizzo professionale della musica e dei suoi elementi nel contesto medico, educativo e quotidiano con individui, gruppi, famiglie o comunità che cercano di ottimizzare la qualità della vita e di migliorare la salute e il benessere fisico, sociale, comunicativo, emozionale, intellettuale e spirituale. La ricerca, la pratica e la formazione clinica in musicoterapia sono basate su standard professionali in accordo con il contesto culturale, sociale e politico. (World Federation of Music Therapy, 2011)

 

Integrazione e Inclusività

Tra gli ospiti internazionali del Convegno Internazionale organizzato da Erickson il celebre pensatore Zygmunt Bauman scomparso di recente ha affrontato il tema delle migrazioni“Esse sono la naturale conseguenza della globalizzazione. La paura dei migranti nella società occidentale è dovuta al fatto che gli esuli ci ricordano l’incertezza e la fragilità dell’essere umano; per trovare il modo di affrontare classi sempre più miste dal punto di vista culturale, linguistico e religioso ci vuole certamente molto tempo, non ci sono scorciatoie, ma questa composizione mista può generare qualcosa di fortemente creativo”.