L’estetica della disabilità nella musica moderna

Le rappresentazioni dei corpi straordinari
di Joseph Straus

Il contributo si colloca nel volume “The Oxford Handbook of Music and Disability Studies” ed offre un’analisi sociopolitica della disabilità, focalizzandosi sugli aspetti letterari, artistici e culturali che hanno portato, nel Novecento, ad ampliare i concetti tradizionali di armonia, integrità e bellezza fino a sconvolgerne la nozione tradizionale.

Le rappresentazioni dei corpi straordinari combaciano con una visione antitetica del desiderio standardizzato in cui le persone con disabilità sono rappresentate in modo negativo, confinate a ruoli ristretti e stigmatizzanti, o con funzioni di supporto alle figure centrali, innescando il fenomeno dell’enfreakment.

L’arte e la musica possono offrire uno spazio contro‐egemonico, dal potenziale liberatorio, in cui riscrivere i codici culturali della disabilità.

Il desiderio degli artisti moderni, di rappresentare intensamente gli effetti della guerra, i traumi, le lesioni e l’alienazione psicologica, ha portato ad una rimodulazione dei canoni artistici al punto che normalità e disabilità – termini  generalmente  contrapposti l’uno all’altro – divengono intrecciati da un destino comune: la disabilità diviene tale nel momento in cui è la società a creare le barriere.

Frammentazioni, difformità, paralisi, semplificazioni, possono costituire elementi attrattivi e desiderabili all’interno di una cornice estetica radicalmente espansa ed Igor Stravinskij è diretto protagonista di questo cambiamento in musica. Dalla frammentazione del tempo musicale, alla ridefinizione delle simmetrie e asimmetrie ritmiche, ciò che accomuna la musica di Stravinskij alla concezione dei Disability Studies è la capacità di apporre una resistenza allo sviluppo armonico delle sue composizioni.

Leggi la recensione completa Le rappresentazioni dei corpi straordinari. L’estetica della disabilità nella musica moderna, Italian Journal of Special Education for Inclusion, v.10 n.1/2022

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