Musicoterapia e Disability Studies

I Disability Studies rivolgono una critica severa all’impostazione clinica tradizionale in cui la musica viene proposta come una sorta di “rimedio” normalizzazione o cura.

Il ruolo delle scienze mediche è stato centrale nella produzione della “categoria della disabilità” come fenomeno. Prima da isolare, in quanto categoria improduttiva, poi da curare, in seguito al processo di deistituzionalizzazione dei malati. Innescando quello che è stato definito come una vera e propria “impresa della normalizzazione”. La musicoterapia nasce in questo contesto insieme ad altre professioni  sanitarie.

I Disability Studies sostengono che ognuno, disabile o no, dovrebbe avere accesso alla musica. Il compito della musicoterapia è mirare a provvedere questo accesso. Il musicoterapeuta dovrebbe imporre a se stesso di distaccarsi dal modello medico tradizionale (in cui si propone la musica come una sorta di normalizzazione, rimedio o cura). Piuttosto, dovrebbe adottare un approccio basato sulla cultura e sul piacere generato dal “fare musica insieme”.

Su questa linea, molti autori hanno aperto il dibattito e la riflessione sul senso della terapia per il contesto clinico, prima di tutti Mercedes Pavlicevic e la Community Music Therapy.

Fonti:

Matteo Maienza (2021). Musicoterapia nella prospettiva dei Disability Studies Musica & Terapia n.42 […]

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