Musicoterapia e Autismi. Uno sguardo applicativo

Nelle varie possibilità d’intervento educativo con persone con una condizione autistica, tenendo conto dell’individualità specifica di ognuno, la musicoterapia riveste un ruolo spesso legato a pratiche di natura medica, rischiando di tralasciare il valore epistemologico della relazione musicale.

Lo sguardo che la musicoterapia rivolge alla disabilità intende valorizzare le differenze in un’ottica inclusiva.

Le difficoltà pragmatiche di un bambino con una condizione autistica sono tali da provocare isolamento e solitudine. La qualità della comunicazione è spesso compromessa da una scarsa produzione verbale e dalla totale mancanza d’intenzionalità comunicativa. Infine, i gesti particolari, i movimenti ripetitivi, l’ipersensibilità ai rumori portano ad un’estrema rigidità del complesso socio-familiare. Per cui diventa indispensabile un supporto da parte della società tutta.

Gli studi recenti in materia di musicoterapia e autismo hanno escluso la possibilità di un intervento mirato a ridurre i sintomi della patologia. Generalmente, si consiglia un percorso propedeutico individuale finalizzato a mettere in atto un processo relazionale tra il bambino, il terapista e la musica. Tuttavia, negli approcci di tipo comportamentista, non si deve mirare alla cura o alla riabilitazione del paziente in una prospettiva medica della patologia, al contrario, non bisogna distaccarsi dalla finalità mutuale del fare musica insieme: la ricerca del piacere personale generato dalla condivisione relazionale e dalla libera espressione artistica di sé.

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