Il setting Outdoor in Musicoterapia

Tra i possibili interventi educativi, il setting outdoor offre una cornice ideale per il benessere, anche nella prospettiva di una sostenibilità ambientale.

La pandemia in corso ha esautorato i contesti educativi e didattici, oltre che quelli clinici, con una risposta drammatica per chi vive in una condizione di svantaggio.

Scuole, centri diurni per disabili, istituti convenzionati per le terapie e la riabilitazione hanno dovuto sospendere o talvolta ridurre la qualità dei servizi offerti.  A questo è risposto, nella maggior parte dei casi, un calo dell’efficienza. Il setting outdoor è una possibile risposta a questa emergenza.

Il setting outdoor in musicoterapia ( in italiano: all’aria aperta) prova ad offrire un’alternativa alle esigenze metodologiche e didattiche di alcuni contesti educativi per le disabilità. Integrando modelli di educazione speciale secondo un approccio olistico e in sinergia con i fondamentali elementi della musicoterapia.

Euritmia a Cavallo: il setting Outdoor in Musicoterapia

L’intervento è stato proposto al 16° Congresso Mondiale di Musicoterapia. Si tratta di un adattamento di alcuni interventi psicoeducativi proposti con bambini con esigenze speciali. Basandoci interamente su quella che E.J. Dalcroze [1] definisce euritmia ovvero la capacità di far corrispondere ad un determinato movimento una pulsazione o un’ andatura, è nata la volontà di applicare la musica al contesto equestre.

 

 

 

 

 

 

I benefici di questo approccio, oltre quelli già citati di qualità e benessere generato dal contesto agricolo e dalla qualità dei rapporti sociali che ne derivano, sono da ricercarsi nella possibilità di offrire al bambino una contestualizzalizzazione dell’intervento musicale associato al movimento. Il cavallo con le sue andature è in grado di restituire un feedback motorio, visivo, oltre che tattile e propriocettivo.

Mentre la musica agisce su di un piano emotivo e relazionale, il contesto equestre offre la possibilità di sperimentare in modo diretto il movimento, cavalcando e quindi “vivendo il ritmo” del cavallo.

Oltre ad essere una possibilità di approccio non verbale efficace permette di mantenere l’attenzione per un tempo prolungato senza dover ricorrere ad ambienti chiusi e contenuti, in quanto il contesto naturale offre altresì una cornice attrattiva, piacevole e rilassante.

NOTE:

[1] Émile Jaques-Dalcroze, Il ritmo, la musica, l’educazione, a cura di Louisa Di Segni-Jaffè EDT 2008

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