Il setting Outdoor in Musicoterapia

Tra i possibili interventi educativi, il contesto naturale offre una cornice ideale per il benessere, anche nella prospettiva di una sostenibilità ambientale.

La pandemia in corso ha esautorato i contesti educativi e didattici, oltre che quelli clinici, con una risposta drammatica per chi vive in una condizione di svantaggio. Scuole, centri diurni per disabili, istituti convenzionati per le terapie e la riabilitazione hanno dovuto sospendere o talvolta ridurre la qualità dei servizi offerti.  A questo è risposto, nella maggior parte dei casi, un calo dell’efficienza. Il setting outdoor è una possibile risposta a questa emergenza.

Il setting outdoor in musicoterapia ( in italiano: all’aria aperta) prova ad offrire un’alternativa alle esigenze metodologiche e didattiche di alcuni contesti educativi per le disabilità. Integrando modelli di educazione speciale secondo un approccio olistico e in sinergia con i fondamentali elementi della musicoterapia.

Euritmia a Cavallo: il setting Outdoor in Musicoterapia

L’intervento è stato proposto al 16° Congresso Mondiale di Musicoterapia. Si tratta di un adattamento di alcuni interventi psicoeducativi proposti con bambini con esigenze speciali. Questi interventi utilizzano la musicoterapia all’aria aperta, sotto un albero, in giardino, oppure durante la passeggiata a cavallo. Basandoci interamente su quella che E.J. Dalcroze¹ definisce euritmia ovvero la capacità di far corrispondere ad un determinato movimento una pulsazione o un’ andatura, è nata la volontà di applicare la musica al contesto equestre. È possibile trarre l’ispirazione  dal fruscio del vento tra gli alberi, oppure da un gallo che canta, dal passare di un gatto…ecc.

I benefici di questo approccio, oltre quelli già citati di qualità e benessere generato dal contesto agricolo e dalla qualità dei rapporti sociali che ne derivano, sono da ricercarsi nella possibilità di offrire al bambino una contestualizzalizzazione dell’intervento musicale associato al movimento. Il cavallo con le sue andature è in grado di restituire un feedback motorio, visivo, oltre che tattile e propriocettivo.

Mentre la musica agisce su di un piano emotivo e relazionale, il contesto equestre offre la possibilità di sperimentare in modo diretto il movimento, cavalcando e quindi “vivendo il ritmo” del cavallo.

Oltre ad essere una possibilità di approccio non verbale efficace permette di mantenere l’attenzione per un tempo prolungato senza dover ricorrere ad ambienti chiusi e contenuti, in quanto il contesto naturale offre altresì una cornice attrattiva, piacevole e rilassante.

Note:
1.  Émile Jaques-Dalcroze, Il ritmo, la musica, l’educazione a cura di Louisa Di Segni-Jaffè EDT 2008

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