Improvvisazione clinica in musicoterapia

La differenza tra improvvisazione musicale e improvvisazione clinica potrebbe essere una questione meramente stilistica?

Un importante contributo alla comprensione del concetto di improvvisazione clinica è stato elaborato dalla Prof.ssa Mercedes Pavlicevic ( 1 Maggio 1955 – 4 Giugno 2018).
Un esperimento, condotto con degli ascoltatori non vedenti, ha permesso di cogliere alcune peculiarità stilistiche e le principali differenze tra l’improvvisazione musicale e l’improvvisazione clinica in musicoterapia.

Se la paragoniamo ad un’improvvisazione spontanea e priva di punti di riferimento predeterminati, come possiamo definire le differenze tra un’improvvisazione clinica e un’improvvisazione musicale? A volte l’improvvisazione clinica suona come free jazz, altre volte come un valzer di Chopin o una passacaglia atonale.

Durante l’esperimento i ricercatori hanno chiesto ad alcuni valutatori non vedenti di ascoltare tre estratti registrati di musica.

Intervistando i valutatori non vedenti i ricercatori sono riusciti ad identificare alcune peculiarità distintive dell’improvvisazione in musicoterapia. L’ elevato grado di accordo tra i valutatori, così come le ragioni per le loro scelte, ha suggerito agli autori che, per un ascoltatore allenato, c’è una differenza distintiva: nell’improvvisazione clinica in musicoterapia si sente un musicista, identificato come il terapeuta, supportare, riflettere e facilitare l’altro musicista identificato come il cliente. 

Gli ascoltatori riferiscono inoltre di essere in grado di riconoscere un pensiero terapeutico nell’improvvisazione clinica in quanto si sentono “fraseggi non propriamente stilistici che offrono alternative musicali”. Durante l’esperimento sono emerse alcune distinzioni tra un fare musica fine a se stesso e un “fare musica finalizzato alla relazione”.

Sebbene l’improvvisazione nella sua accezione generale sia al centro della pratica clinica in musicoterapia, sembrerebbe che nel contesto terapeutico si tratti di due pratiche distinte.  Anche se ci sono aspetti comuni in entrambi i processi la loro distinzione è necessaria perchè ci può aiutare a capire cosa c’è di unico e di differente nella comunicazione non-verbale.

Bibliografia:

Brown S. & Pavlicevic M. Clinical Improvisation in Creative Music Therapy: Musical aesthetic and the interpersonal dimension. The Arts in psychotherapy, 23(5) 1997.

Pavlicevic M. Improvisation in Music Therapy, Human communication in Sound. Journal of Music Therapy, XXXVII, 2000.

Ruud E. Music Therapy, Improvisation, communication and culture. Gilsum, Barcelona publishers, 1998.

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