Musica e Sindrome di Rett

Musica e Sindrome di Rett

Tecniche di Musicoterapia Attiva e Recettiva

di
Matteo Maienza: Musicista e Musicoterapeuta presso il Centro Zahrada di Praga (CZ) Laureando in Pedagogia Clinica presso l’Università degli Studi di Firenze.

ABSTRACT

Tra le terapie ausiliari per la Sindrome di Rett la musicoterapia riveste un ruolo importante in quanto oltre ad essere un importante supporto educativo è anche una fonte di gioia e benessere. La musica promuove una relazione tra terapeuta e paziente basata sulla comunicazione non-verbale e mira a favorire la la produzione spontanea di suoni, come la vocalizzazione, e di movimenti associati ad un ritmo condiviso. Tuttavia, possiamo distinguere due tipologie di intervento musicoterapico: la metodologia basata sull’ improvvisazione di musica attiva, ovvero la produzione libera e spontanea di suoni; e la musicoterapia cosiddetta recettiva, ovvero l’utilizzo di suoni, musiche e vibrazioni, principalmente a basse frequenze, volte a stimolare una determinata reazione nell’individuo che, comunque, non si trova in uno stato di passività. Mentre la prima tecnica mira a favorire la produzione spontanea di suoni ed è incentrata sulla relazione con il terapeuta o con il gruppo, la seconda tecnica si serve di strumenti vibroacustici per favorire la distensione dell’apparato neurofisiologico.

Un metodo recettivo usato per la Sindrome di Rett è la terapia vibroacustica basata su suoni a basse frequenze (Bergström-Isacsson, et al., 2007; Hooper, 2002; Skille, 1991; Wigram, 1996; Wigram & Dileo, 1997a). La scelta della musica è molto importante e anche se di solito viene utilizzata una musica rilassante e profonda, per alcuni individui può essere più importante la scelta di un genere più familiare. Il massaggio sonoro a basse frequenze si propone di rilassare bambini con gravi disabilità anche passando per una riduzione del tono muscolare attraverso le vibrazioni. Nel dettaglio la terapia vibroacustica utilizzata a livello clinico si serve di un suono a bassa frequenza tra 20Hz-70H. Come abbiamo potuto osservare dalle esperienze sperimentali applicate presso il Centro Zahrada di Praga, la stimolazione vibroacustica e l’utilizzo di strumenti musicali come il pianoforte e il letto armonico hanno permesso di controllare in modo efficace lo stato di ansia e agitazione causato dalla malattia. Di conseguenza si è potuto assistere ad una riduzione notevole degli spasmi muscolari e della la stereotipia chiamata “hand-washing”.

link all’articolo

Bibliografia:

AA.VV. Rett syndrome, diagnosis, genetics, therapy, practice. Zakladni škola Zahradka 2005.

Hooper, J. (2010). The development of criteria for defining sedative music and its impact on adults with mild, moderate, and severe intellectual disability and challenging behaviour. PhD Monograph, Aalborg University, Aalborg.

Larsson G. Rett syndrome, motor development, mobility and orthostatic reactions Umeå University Medical Dissertations, New Series No 1566.

Maienza M. Musicoterapia a cavallo, intervento di supporto alla riabilitazione equestre per bambini con disturbi dello spettro autistico. Nuove Arti Terapie Anno IX, n.27/2016.

Manarolo G. Manuale di Musicoterapia, Teoria, metodo e applicazioni della Musicoterapia. Edizioni Cosmopolis, 2006

Märith Bergström-Isacsson Music and Vibroacoustic Stimulation in People with Rett Syndrome – A Neurophysiological Study

Tomáš Proházka, Celostní Přístup Muzikoterapii, in Základy muzikoterapie.

Di Jiří Kantor, Matěj Lipský, Jana Weber et al. GRADA Publishing, 2009.

Skille, O. (1991). Music Therapy: Manual and Reports. Levanger: ISVA Publications.

Theresa E. Bartolotta, Patricia A. Remshifski, Research in Communication in Rett Syndrome: Where We Are, Where We Want to Be Seton Hall University.

Wigram, T. (1991). “Music Therapy for a girl with Rett’s Syndrome: Balancing structure and Freedom. In K. Bruscia (Ed.), “Case Studies in Music Therapy” (pp. 39-55). Penn. USA: Barcelona. (Reprinted from: 1996).

Wigram, T. (2007). Event-based analysis of improvisations using the improvisation profiles (IAPs). In T. Wosch & T. Wigram (Eds.), Microanalysis in music therapy. Methods, techniques and applications for clinicians, researchers, educators and students (pp. 211-227). London and Philadelphia: Jessica Kingsley Publishers.

Wigram, T., & Dileo, C. (1997). Music vibration and health. Cherry Hill, NJ Jeffrey Books.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *